Marco Zanta - Geografie

Inaugurazione: 7 Novembre 2013 dalle ore 19,00
Galleria: Anteprima d'arte Contemporanea - Roma
a cura di Camilla Boemio

 

La personale GEOGRAFIE di Marco Zanta è stata pensata come un corpo polivalente nel quale l’intera città diventa quello che Cedric Price ha definito ‘città – cervello‘ (1).
Sono le mutazioni della città che spostano il punto di osservazione, l’architettura bilancia tutti gli elementi indicando il passare del tempo, un valore per l’esistenza umana. Le sue geografie appartengono ad una visione allargata nella quale il visitatore si imbatte in un modello ideale nel quale si fondano: linee, palazzi, strade, per diventare un unicum. I tre scatti della serie Urban Europe (del 2008) vengono presentati con degli inediti ultimi lavori: il Maxxi si fonde con Bilbao e Manchester, il contrasto cromatico dell’acciaio e dell’architettura di Londra e la linearità della struttura di Ponzano. Citando nuovamente Price, l’architettura diventa azione liberatrice ed artefice del miglioramento della vita dell’ uomo; facendo pensare l’impensabile alla gente comune; stimolando l’oltre anche nelle abitudini della vita di tutti i giorni; mostrando l’architettura come mezzo per alimentare il cambiamento, la crescita intellettuale e lo sviluppo sociale (2). Per Zanta la fotografia è sempre stata un modo per appropriarsi del mondo. Ha sempre visto la fotografia come un dono per conoscere e per conservare, nel senso più ampio del termine, non solo le nostre memorie, ma anche i gesti, gli sguardi, per potersi appropriare, appunto, di ciò che ci sta attorno (3).
Zanta, come i fotografi della generazione precedente alla sua (Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Gabriele Basilico) interpreta lo spazio urbano, interrogandosi sulla rappresentazione del paesaggio e soprattutto sul rapporto tra linguaggio fotografico e progettazione architettonica.

(1) Curating with Light Lugguage, a cura di Liam Gillick e Maria Lind, Frankfurt am Maim e Mùnchen: 2005.
(2) Cedric Price, architetto dell’impermanenza, articolo di Klat edito 29 Novembre 2012
(3) Tratto dall’intervista realizzata da M.L.Gagliardi ‘La Misura dello Spazio’ edito da Contrasto nel 2010 e presentato alla Festa dell’ Architettura di Roma 2010.

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David Stewart - SHAPE

Inaugurazione: 7 Maggio 2013 dalle ore 19,00
Galleria: Anteprima d'arte Contemporanea - Roma
a cura di Camilla Boemio

 

Il mondo fotografico di David Stewart ha le sue radici  nell’ immaginario estetico del punk anni settanta dei suoi amici The Clash e The Ramones , i colori accesi , le atmosfere rarefatte ed intense , lo spiccato senso del ridicolo e dell’ eccesso , un’ estetica ammaliatrice ed un’ originalità che ci fa ripercorrere la storia di un film musicale , simile a I love Radio Rock , nel quale diventiamo anche noi protagonisti buffi ed eccentrici .

Le sue visioni e le sue costruzioni sceniche gli sono valse la finale al concorso per il miglior ritratto della National Portrait Gallery di Londra. Al contrario di altri autori più neutri, i suoi personaggi svelano la loro identità inglese, sia per la scelta degli interni delle abitazioni e degli ambienti in generale, sia per i caratteri dei personaggi, del loro modo di vestirsi ed  atteggiarsi.

Alla prima mostra romana , di Stewart , alla galleria Anteprima D’ Arte Contemporanea saranno esposti nove lavori delle nuove serie , con delle scelte inedite . 

In – decision analizza la tensione che segue all’ indecisione , con protagoniste ragazze all’ interno di stanze : dall’ aula accademica , alla cucina attrezzata con un minimal forno tutto di tonalità verde, dalle pareti al vestito della ragazza  .

I ritratti surreali di donne affiancano azzardate combinazioni di luoghi/mansioni , nelle quali sono immerse in pensieri profondi : distanti , catapultate nella stanza sbagliata o nel contesto più inusuale per loro .

Della serie Thrice Removed sarà esposto Hugh and chicken in profile nel quale sono di profilo un vecchietto dal naso pronunciato ed una gallina , Grease Party una rivisitazione della “febbre del sabato sera” in chiave familiare , seguono i tre lavori ( Ballet Chair , Dancers e Woman Reclining ) nei quali le geometrie delle posture e del designer creano perfette simmetrie , una sexy cortigiana ed un inenarrabile soldato in mimetica .

David Stewart ha esposto , in Italia : a Fotografia Europea a Reggio Emilia ( edizione del 2013 ) , alla mostra Istituzionale CABBAGE a Macerata (2010) e a Modena (2011) con la curatela di Camilla Boemio .

Hanno scritto delle sue mostre e pubblicato le sue serie numerose testate giornalistiche e magazines internazionali di Arte / fotografia , tra i quali :

la rubrica di Marina Mojana nel Domenicale del Sole 24 Ore ( 2011 ) , NOVA , Il Giornale dell’ Arte , The Guardian , L’ Espresso , Panorama , la rubrica di ELLE Decor , Gente di Fotografia 50# , BLINK e LANDSCAPE Stories .

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Alberto Parres: Il suono del re

Inaugurazione: 21 Febbraio 2013 dalle ore 19,00
Galleria: Anteprima d'arte Contemporanea - Roma
a cura di Giuseppe Ussani d’Escobar

 

Il 21 febbraio 2013 s’inaugura la Personale di Alberto Parres presso Anteprima Galleria d’arte contemporanea, al terzo piano di un elegante palazzo che si affaccia su Piazza Mazzini, una location sospesa tra cielo e terra, di grande suggestività, e rimarrà aperta fino al 21 aprile. L’artista, già riconosciuto dalla critica e dal grande pubblico, espone in questa occasione la sua produzione più recente, tele di medie e grandi dimensioni che come afferma il curatore Giuseppe Ussani d’Escobar: “sono l’essenza della leggerezza, sono un alito di vento dopo la pioggia, si levano in alto e dialogano con lo spazio e la luce” inoltre il curatore afferma:“Per capire la luce siamo stati costretti ad attraversare il buio. La razionalità si nutre dell’irrazionalità e non può vivere senza di essa. L’arte bizantina di Ravenna aveva creato la mistica della metafisica, le figure venivano delineate dagli artisti sull’oro della volta celeste, le ombre di Parres, o gli spiriti amici dell’artista che sorgono dal colore, riassorbite magicamente dal colore, non sono altro che un grande punto interrogativo rivolto all’immensità dell’universo, uno stupore estatico costituito di velature, che sfida le regole della gravità, sono l’essenza di ciò che resta di noi stessi, la polvere dei nostri corpi, dei nostri sogni e desideri. L’oro ha la forza dell’elemento che tutto purifica, l’elemento ultimo al quale mirava la scala alchemica, la purificazione delle ombre passa attraverso l’oro. Il Suono del Re ha l’oro in bocca, come le prime luci dell’alba che rivelano il volto del sole. Una Personale piena di vita e di energia che schiude gli orizzonti della mente, sconfinando nel cielo romano, nella volta celeste della Città Eterna.”

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Cassander Eeftinck Schattenkerk: Formation

Inaugurazione: 18 Ottobre 2012 dalle ore 19,00
Galleria: Anteprima d'arte Contemporanea - Roma
a cura di Camilla Boemio

 

La prima mostra dell'artista Olandese Cassander Eeftinck Schattenkerk, in una galleria Italiana, é strutturata con un'ampia scelta di lavori, di varie serie, realizzati negli ultimi anni. Una panoramica poliedrica nella quale il visitatore potrà immergersi nel mondo scientifico, raramente presentato in modo così raffinato ed efficace. Il fotografo é affascinato dalla natura del paesaggio, alla formazione della materia ed al suo mutamento. La ricerca delle riproduzioni e delle creazioni della natura hanno un ruolo fondamentale rispetto alla natura stessa. Schattenkerk allude nei suoi lavori fotografici alla natura archetipa. Crea un immaginario fantascientifico nel quale un mondo frammentato parallelo dentro e fuori la cosmografia di Crichton prende forma rivelandoci i particolari più astratti ed alieni. Fonte di ispirazione e punto di partenza una fervida immaginazione, la conoscenza della letteratura di genere; ne é un esempio la serie The Andromeda Strain il cui nome riprende il film di fantascienza del 1971 diretto da Robert Wise, tratto dall'ononimo romanzo di Michael Crichton del 1969. Nel quale un gruppo di scienziati investigano su un letale microrganismo di origine extraterrestre. Schattenkerk mette alla prova i limiti della fotografia naturale, unendola a quella artificiale - riprodotta, componendo nelle sue serie scatti ripresi dal vivo a magistrali creazioni realizzate nel suo studio. I complessi processi geologici e biologici vengono riproposti con elementi e materiali inconsueti. Il connubio realizzativo associato alla costruzione fittizia del panorama ibrido fa si che i lavori siano difficilmente distinguibili: il panorama naturale a tratti sembra artificioso e la creazione singolare realizzata in studio sembra lo scatto rubato in un laboratorio o durante una spedizione. Utilizza magistralmente la luce; ne sono un esempio: i paesaggi dei cristalli di sale che sembrano creazioni gigantesche modellate dalla natura e dall'interperie; le alghe e le piante marine riprese nel loro habitat, la micro foresta in fiamme. Schattenkerk é abile a trovare esotici posti nel suo contesto familiare, alcuni lavori, sopratutto i pesaggi con le rocce, ritraggono vedute di Amsterdam che sembrano la Persia, l'Afganistan, o una scenografia di un film Western!

 Camilla Boemio

 

Cassander Eeftinck Schattenkerk , é nato nel 1974 in Olanda, si é laureato alla Facoltà di Fotografia nella famosa Gerrit Rietveld Accademy ad Amsterdam. Da quando si é laureato nel 2007 vive e lavora ad Amsterdam, ed espone in vari progetti in Olanda ed all'estero. Nel 2008 gli é stato assegnato il premio della fotografia dell'Hyères Festival in Francia. Ha esposto in Olanda; all'Amsterdam Centre for Photography, al Museum Waterland , alla Seelevel Gallery. Lo scorso anno ha partecipato al group show dell'ISWA European Project al Museo Orto Botanico di Roma, adesso ha la sua prima mostra personale in una galleria in Italia.

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Ján Vasilko: La Città

Inaugurazione 2 marzo 2012, dalle ore 19.00

in mostra fino al 15 maggio 2012

a cura di Lýdia Pribišová

 

Venerdì 2 marzo 2012 alle ore 19.00 si inaugura la nuova galleria d’arte contemporanea Anteprima, con la prima mostra personale in Italia di Ján Vasilko. La mostra consiste di due serie di quadri: una relativa alla produzione attuale ed una alla produzione antecedente.

 

La pittura di Ján Vasilko è strettamente connessa alle avanguardie fra le due guerre, con il costruttivismo, il suprematismo e con il dadaismo. Il giovane pittore coglie dalle avanguardie gli aspetti che ritiene essere più attraenti,  il loro idealismo ed il romanticismo. Opera fra l’astrazione e il paesaggio, l’architettura ideale e la costruzione severa.

 

In tutti i dipinti acrilici predominano il manoscritto puro, la precisione geometrica, la composizione chiara. Nei lavori precedenti sono presenti prevalentemente colori sobri e superfici monocromatiche. Invece le realizzazioni attuali sono arricchite di più elementi ed inoltre lo spettro cromatico, basato sempre sui rapporti lineari, è allargato.

 

L’ambito delle sue idee proviene dall’entusiasmo per le macchine di produzione, i vari meccanismi agrari, le fabbriche e i robot. Le macchine nei quadri di Vasilko hanno la funzione  degli eroi nelle storie, sono i portavoce dei messaggi filosofici ed ideologici. Alcuni quadri di grande formato rappresentano delle torri atipiche, i monumenti dei nostri giorni. Queste architetture ascetiche sono da una parte gli eredi delle utopie del passato - riferendosi alle torri di Tatlin e ai ferri da stiro di El Lisickij - dall’altra parte rappresentano i nuovi costrutti sociali, le proiezioni personali dei sogni utopici verso una società migliore. Vasilko riesce ad estrarre da questi residui statici scene dinamiche e vivaci, piene di illusioni, ansie, malinconie in cui non mancano assurdità ed umorismo glaciale. Il pittore ammira e contemporaneamente prende in giro l’arte  politicamente impegnata. Con il suo collega Peter Králik ha fondato  un partito apolitico, Il partito dei ferrosi, e tramite questa istituzione riflettono su attuali problemi sociali e politici.

 

Ján Vasilko è nato nel 1979, Humenné, Repubblica Slovacca, e vive a Košice. Ha esposto in molti spazi pubblici e privati come Wannieck Gallery, Brno (2010); La galleria nazionale slovacca, Bratislava (2010); Strabag Haus, Vienna (2009); Praguebiennale 4, Karlín Halls, Praga (2009); Freies Museum, Berlino (2009). Nel 2005 era il residente nell’ISCP Studios, New York.

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