Giogli, Stefano - Going Slowly

Inaugurazione: 21 Marzo 2019 dalle ore 19:00

Galleria: Anteprima d'arte Contemporanea - Roma

a cura di:  Luigi Di Gioia e Paolo Franzò

Testo critico di Noemi Pittaluga

 

Going Slowly

Con il progetto fotografico Going Slowly, Stefano Giogli oltre a proporre un’interpretazione estetica personale del paesaggio, ci mostra un’attitudine di vita. La ricerca di luoghi silenziosi e dall’atmosfera raccolta e pacifica è parte del processo compositivo che inizia dall’indagine dei territori a kilometro zero e giunge alle regioni meridionali della penisola. Quello dell’autore è, quindi, un lavoro intriso di storia tipicamente italiana, perché suggestionato in particolar modo dalle visioni di Piero della Francesca, Luca Signorelli e Alberto Burri, ma al contempo nuovo soprattutto per il suo portato esistenziale e per il linguaggio artistico utilizzato. Luoghi naturali, boschi e strade si affiancano ad interni abitativi sempre epurati dalla presenza umana a sottolineare come l’ambiente inquadrato sia evidentemente la proiezione visiva di uno spazio interiore. Andare piano è il suggerimento dell’artista, visibile come scritta su un cartello stradale in un’immagine della serie, che spinge lo spettatore a fermarsi a riflettere sulla propria condizione quotidiana, spesso affaticata dal pressante impegno incombente. Come una regola non scritta, imparata in un percorso di psicanalisi, Going Slowly impone al fruitore una nuova presa di coscienza. L’allontanamento consapevole dall’evento contingente costringe l’osservatore a soppesare le sconfitte personali e i traguardi fin lì raggiunti. Il contributo di Stefano Giogli non si ferma però solo al semplice consiglio e alla semplice autoanalisi: lo spirito positivo che pervade il suo studio è trasmesso al pubblico. La convinzione dell’artista che l’animo sia soggetto a un continuo mutamento pone, a suo avviso, l’uomo davanti alla scelta di un cambiamento che ci viene proposto di intraprendere con spirito volitivo. La forza di Going Slowly è rappresentata dalla sua dimensione di ossimoro e di coincidentia oppositorum: infatti se da una parte si è invitati a rallentare il ritmo di vita, dall’altra si è spinti verso una tensione fattiva al fine di migliorare la propria condizione emotiva. L’intenzione (come lo stesso autore afferma in un video di presentazione del lavoro) è quella di “riordinare un disordine che si manifesta nel reale”. Stefano Giogli ci riesce e lo fa; come uno scenografo teatrale, osserva la scena e decide spesso di porre l’obiettivo davanti o dietro finestre, serrande, porte e cancelli incontrati nel suo analitico vagare per trovare immagini cariche di significato. Lo sguardo, similmente al pensiero, è mantenuto costantemente in esercizio e la relazione tra un fuori tangibile e un dentro soggettivo è la dimensione indagata. L’opera nasce dalla dialettica scaturita tra la concezione individuale e il mondo e le istantanee sono attimi cristallizzati, incontri magici che prendono forma in questa particolare ripresa fotografica.

 

Noemi Pittaluga

 

Biografia Stefano Giogli

 

Nato nel 1965, vive a Città di Castello (PG). Della fotografia ama il visibile e l'invisibile. Ha lavorato a numerosi progetti seguendo un’interpretazione intimista e riflessiva. È  membro  di Reflexions Masterclass ed è stato vincitore di diversi premi tra cui “Lifebility Immagine Premio Giorgio Polver” con A Tavola (2015) e “VIII Premio Bastianelli” con L'unico eri Tu, Postcart Edizioni (2012). Ha partecipato ad “Acta International” di Roma (2013), a “Les Rencontres d'Arles” (2012) ed altri festival importanti. Ha esposto in Italia e all'estero e collaborato con riviste italiane di rilievo (come “Focus”, “Io Donna”). Le sue pubblicazioni più importanti sono L'unico eri tu e Going Slowly, entrambe per Postcart Edizioni, Roma, 2011 e 2016.

 

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