Mario Vidor

 

La nuvola perfetta

11 novembre - 24 febbraio 2016

Inaugurazione (alla presenza dell'artista): venerdì 11 novembre 2016, ore 19-22.00

Luigi Di Gioia è lieto di presentare La nuvola perfetta, una mostra personale di Mario Vidor a cura di Noemi Pittaluga.

 

"La semplicità del bello e il bello della semplicità sono senza dubbio gli aspetti fondamentali presenti in tutti i progetti artistici di Mario Vidor. Nelle fotografie in bianco e nero della serie La nuvola perfetta, l'autore riprende un paesaggio campestre che si stacca dal suo referente reale per diventare uno scenario immaginifico. La capacità di creare, attraverso un'inquadratura quasi cinematografica, un mondo onirico e sospeso in una bolla aeriforme conferma la coerenza stilistica dell'artista. Se, infatti, i lavori in bicromia prevedono la presenza umana solamente in ambientazioni di massa per dar spazio principalmente agli elementi naturali (paesaggi di neve, marini, montani e fluviali), le opere dedicate ai nudi mostrano sculture dalle forme intricate, composte dai corpi intrecciati dell'uomo e della donna. La maturità artistica dell'autore è evidente anche nella fotografie dalle sfumature reportagistiche che propongono architetture di città europee e scorci esotici di paesi lontani. Le immagini di Vidor, pur avendo un'essenza prettamente iconografica, concedono all'osservatore delle suggestioni sonore in cui il silenzio è protagonista. Il rumore ovattato della neve calpestata, quello rilassante delle onde del mare suggeriscono lo sconosciuto effetto acustico di un'ipotetica passeggiata tra montagne di vapore. La ricerca della perfezione, che proprio nel suo essere inevitabilmente soggettiva è il motore da cui nascono le intuizioni visive dell'artista, porta all'affermazione pacifica e serena di questa verità. Negli scatti dedicati alle nubi, che manifestano spesso uno sguardo verso l'alto, si palesa l'accettazione della fatalità della vita. Il fenomeno metereologico della condensazione dell'acqua diviene una sorta di epifania positiva della coscienza che invita lo spettatore ad affrontare le problematiche giornaliere galleggiando nell'atmosfera quotidiana sempre a un palmo da terra." Noemi Pittaluga

 

Noemi Pittaluga "La fotografia in bianco e nero viene spesso associata alla sfera del ricordo, anche nella tua poetica è così?"

Mario Vidor "Sì, è vero; la fotografia in bianco e nero rimanda generalmente alla memoria. Se consideriamo il pensiero di Roland Barthes in La camera chiara, non possiamo esimerci dal confermare questo ruolo peculiare del linguaggio fotografico. La memoria visiva, rispetto a quella legata agli altri sensi (quella olfattiva, quella sonora, quella tattile e gustativa), è certamente la più immediata, la più emotiva per me, e il mondo della comunicazione ne è testimone. Ormai viviamo in una società in cui l'immagine è costantemente presente: il medium televisivo è stato solo l'inizio di un dialogo basato su uno scambio principalmente iconico. Oggi gli smartphone, internet, i social network confermano come i dati e le informazioni utilizzino soprattutto l'immagine per divulgare nuovi messaggi in ogni campo. Ma la fotografia per me non è solamente e in modo specifico il ricordo. Quando scatto immortalo un momento reale che poi con il tempo diventa inevitabilmente un flashback, principalmente intimista, che riporta alla luce una sensazione vissuta in un istante e luogo specifico della mia vita".

N. P. "Qual è la differenza di significato tra i paesaggi a colori e quelli in bianco e in nero?"

M. V. "Per me l'utilizzo della tecnica del bianco e del nero significa trasformare un qualcosa, un paesaggio che invento di volta in volta. Di conseguenza ciò che creo non è mai la figurazione di un'ambientazione reale".

N. P. "Sembrano, infatti, luoghi di serenità dove potersi rifugiare, nascondere in uno spazio protetto e di pace; è così? 

M. V."Le mie fotografie sono una meditazione sulla vita. Naturalmente essendo il pensiero complesso, differenti sono gli stati d'animo che si trovano rappresentati nei miei lavori".

N. P. "Qual è l'elemento che stimola la tua attenzione prima dello scatto? Cos'è che ti spinge a scegliere una particolare immagine della quotidianità e a tramutarla in una fotografia artistica? Qual è l'emozione che provi in questo incontro con il mondo?

M. V. "L'elemento che stimola la mia attenzione prima dello scatto è una riflessione su qualcosa che ho in mente e cerco di completarla. Provo ad individuare un sentimento, un pensiero, un'immagine, intesa in senso totale, che sia importante da trasmettere come messaggio e l'emozione che provo non è con il mondo ma con la fotografia in se stessa."

 

Mario Vidor (Farra di Soligo 1948) dalle prime esperienze pittoriche negli anni Ottanta, sposta la sua ricerca sulla fotografia,  focalizzando l'attenzione in due direzioni: l'indagine storico-scientifica e il linguaggio creativo. Alla sua prima pubblicazione Sulle terre dei Longobardi (1989), sono seguiti diversi altri volumi di fotografia, e alcune singolari cartelle foto-litografiche. Ha vinto molti premi: nel maggio 2003 ha ricevuto il riconoscimento B.F.I. dalla FIAF e nel 2014 il riconoscimento A.F.I. Ha tenuto numerosissime mostre personali (oltre 290) nelle principali città italiane e all’estero (Francia, Germania, U.S.A., Repubblica Popolare Cinese, Croazia, Austria, Slovenia, Canada, Russia) dove le sue opere sono conservate in importanti collezioni di musei e gallerie.

 

Noemi Pittaluga (Genova 1985) Laureata e specializzata in Saperi e tecniche del linguaggio teatrale, cinematografico e digitale presso l'Università La Sapienza di Roma; dopo un Master in Curatore museale e di eventi performativi dello IED, si sta specializzando in Storia dell'arte presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha pubblicato il saggio Un'identità incerta tra vita e morte (Editoria e Spettacolo, 2012) e il libro Studio Azzurro. Teatro (Contrasto, 2012); dal 2010 lavora come curatrice indipendente e presso la Galleria Gallerati di Roma.

 

Mario Vidor

La nuvola perfetta

A cura di Noemi Pittaluga

Anteprima d'arte contemporanea (Piazza Mazzini, 27 - 00195 Roma - Scala A, terzo piano - Tel. + 39 06.37500282 - Fax + 39 06.37353754)

Partnership: Galleria Gallerati

Inaugurazione: venerdì 11 novembre 2016, ore 19.00 - 22.00

Fino al 24 febbraio

Orario: dal martedì al venerdì 15.30/19.00

Ufficio stampa: Anteprima d'arte contemporanea, Galleria Gallerati

Informazioni: \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , www.anteprimadartecontemporanea.it

 

 

Piazza Mazzini, 27 - 00195 Roma - Tel. + 39 06.37500282 - \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.anteprimadartecontemporanea

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